I 7 flussi Klaviyo indispensabili per uno Shopify nel 2026
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I sette flussi Klaviyo indispensabili per un brand Shopify sono, in ordine di priorità di build: welcome, carrello abbandonato, checkout abbandonato, browse abandonment, post-purchase, winback, back-in-stock. Insieme producono il 55–70% di tutto il revenue attribuito a Klaviyo, mentre le campagne generano il resto. Averli tutti e sette ben configurati è la differenza tra un email channel che sta al 10% del revenue Shopify e uno che sta al 30%.

Questa è una guida operativa, non una panoramica. Per ciascuno dei sette flussi trovi il trigger, la sequenza raccomandata, gli errori comuni e il KPI a cui misurarli. Se stai partendo da zero o stai sistemando un Klaviyo mezzo fatto, questo è l'ordine in cui li costruiremmo noi.
Per il framework completo di come questi flussi si intrecciano con la segmentazione e il ritmo campagne, il punto di partenza è la nostra guida pillar Klaviyo per Shopify — la guida completa 2026.
Prima di toccare un singolo flusso
Un errore frequente è partire dalla build prima di verificare le fondamenta. Tre controlli preliminari, nell'ordine:
- Tracking on-site attivo. Senza lo snippet di onsite tracking Klaviyo, browse abandonment e carrello abbandonato lavorano a metà. Controllo di 30 secondi in Account → Tracking.
- Integrazione Shopify sincronizzata. Devi vedere gli ordini e il catalogo dentro Klaviyo. Se non li vedi, non costruisci nulla — è a monte.
- Pop-up di iscrizione con incentivo reale. Senza pop-up, il welcome flow lavora sul 10% della sua potenza. È il rubinetto che riempie la vasca.
Fatti questi tre, si parte.
1. Welcome flow (visitatore → iscritto)

Trigger: iscrizione al pop-up o al form newsletter. Obiettivo: convertire l'iscritto in primo acquirente entro 10 giorni. Sequenza consigliata: 4–6 messaggi su 7–10 giorni. Il primo a +5 minuti con l'incentivo. Il secondo a +48h con la brand story. Gli altri product-led, con uno nudge finale a scadenza incentivo. KPI: revenue-per-recipient (RPR) del flusso intero. Target per un DTC italiano: €3,50–€7,00. Sotto i €2 c'è qualcosa di rotto. Errore comune: un solo messaggio con il codice sconto e poi silenzio. Lo sconto in email 1 funziona; il problema è non avere follow-up. L'iscritto che non usa lo sconto subito, lo dimentica.
2. Carrello abbandonato

Trigger: aggiunta al carrello senza completamento del checkout. Obiettivo: recuperare conversione su traffico già pre-qualificato. Sequenza consigliata: 2–3 email su 48 ore + un SMS a +24h per i profili con consenso SMS. Il primo messaggio (+1h) è un promemoria senza sconto. Il secondo (+12h) aggiunge social proof. Il terzo (+36h) — solo se non ha convertito — porta l'incentivo. KPI: RPR del flusso. Target €7–€13 per un DTC italiano. E soprattutto: recovery rate, cioè % dei carrelli abbandonati che convertono grazie al flusso. Benchmark portfolio: 8–14%. Errore comune: mandare lo sconto subito in email 1. Bruci margine su carrelli che si sarebbero chiusi da soli in 30 minuti.
3. Checkout abbandonato
Trigger: inizio del checkout senza completamento (Shopify event Started Checkout). Obiettivo: chiudere il gap sull'intent più alto che hai. Sequenza consigliata: due email in 24 ore. La prima a +1h (semplice reminder con link diretto alla cassa); la seconda a +18h (breve rassicurazione su spedizione/reso + CTA). KPI: RPR — è il flusso più redditizio del book. Target €15–€30 per un DTC italiano. Lo sconto qui è sbagliato: chi arriva in checkout non ha un problema di prezzo, ha un problema di frizione. Errore comune: confonderlo con il carrello abbandonato. Sono due flussi separati che devono convivere. Il carrello cattura chi non è mai arrivato alla cassa; il checkout cattura chi è arrivato e si è fermato. Senza il secondo, perdi il 15–25% del recoverable revenue.
4. Browse abandonment
Trigger: visualizzazione ripetuta di un prodotto (≥2 visite in 7 giorni) da parte di un profilo loggato, senza add-to-cart. Obiettivo: intercettare l'85% delle visite che non arriva mai al carrello. Sequenza consigliata: due email spalmate su 48 ore. Prima email: "hai visto questo — ecco più info" con contenuto di approfondimento, non offerta. Seconda email: prova sociale + CTA soft. KPI: RPR del flusso. Target €2,50–€5,00. Volumi più alti rispetto al carrello (è il grande pool in alto al funnel), revenue per messaggio più basso. Errore comune: saltarlo perché "sembra che si sovrapponga al carrello". Non si sovrappone: lavora su un evento diverso, prima nell'funnel. Skipparlo lascia il revenue più accessibile in assoluto sul tavolo.
5. Post-purchase (grazie + onboarding)

Trigger: ordine completato. Obiettivo: non vendere un secondo prodotto subito — ma costruire la base per il secondo acquisto a 30–90 giorni. Sequenza consigliata: 2–3 email su 3–14 giorni. Email 1 (+2h): grazie, che succede adesso, cosa fare nel frattempo. Email 2 (+7 giorni, dopo consegna stimata): feedback / review request. Email 3 (+21 giorni, opzionale): soft cross-sell su prodotto complementare. KPI: non è il revenue diretto — il post-purchase vive di indiretto. La metrica giusta è repurchase rate a 90 giorni sui clienti che hanno ricevuto il flusso vs chi non l'ha ricevuto (cohort analysis). Lift tipico: +8–12%. Errore comune: trasformarlo in una seconda vendita aggressiva già al giorno 1. Il cliente appena comprato è inondato di email transazionali Shopify e di aspettative sulla spedizione; l'ultima cosa che vuole è un altro pitch. Il post-purchase fatto bene sembra un service message, non un promo.
6. Winback

Trigger: cliente esistente che supera una soglia di inattività. Tarala sul tuo ciclo di riacquisto: 90 giorni per consumables veloci, 180 per categoria media, 365 per beni durevoli. Obiettivo: recuperare ricavo altrimenti perso, anche se la percentuale è bassa. Sequenza consigliata: 2 email, seconda con incentivo. La prima è editoriale — "è passato un po', ecco cosa c'è di nuovo". La seconda, a +5–7 giorni, porta l'offerta concreta. KPI: tasso di riattivazione (% dei lapsed che torna a comprare entro 30 giorni dal flusso). Benchmark portfolio: 3–6% annuo. Sembra poco; su una base di 5.000 lapsed è 150–300 ordini recuperati. Errore comune: tarare la soglia troppo presto. Un cliente che ha comprato 60 giorni fa non è "lapsed", è in fase fisiologica. Triggerare il winback a 60 giorni porta fatica di deliverability e poco incremento.
7. Back-in-stock
Trigger: iscrizione alla notifica su un prodotto esaurito + evento "prodotto tornato disponibile". Obiettivo: recuperare domanda espressa su un SKU temporaneamente non disponibile. Sequenza consigliata: singola email (o SMS per chi ha consenso) nel momento in cui lo stock rientra. Niente follow-up: è un flusso tempestivo, non un percorso lungo. KPI: conversion rate dell'iscritto → acquirente. Benchmark: 20–35%. È il flusso con il più alto conversion rate del book, perché l'intent è già perfetto — la persona si è iscritta esplicitamente per comprare quel prodotto. Errore comune: non installare il widget di iscrizione sulla product page degli SKU esauriti. Senza il widget, il flusso non ha nessuno a cui parlare.
L'ordine di build conta
Non costruire tutti e sette la stessa settimana. La sequenza che raccomandiamo in agenzia:
- Settimana 1–2: welcome + carrello abbandonato. Coprono da soli circa il 35–45% del revenue dei flussi. Se ferma qui, comunque meglio di gran parte dei competitor.
- Settimana 3: checkout abbandonato + browse abandonment. I "gemelli del carrello" che raddoppiano la copertura del funnel.
- Settimana 4: post-purchase. Non porta revenue immediato ma inizia ad accumulare effetto a 60–90 giorni.
- Mese 2: winback + back-in-stock. Sono i flussi "long tail": bassi volumi mensili, alto ROI cumulato.
Se hai un solo flusso e non sai da dove partire, parti dal welcome. Se hai due e il secondo non è il carrello abbandonato, sistema prima quello.
FAQ
Quanti flussi dovrei avere attivi su Klaviyo per un brand Shopify?
Un setup base solido ne richiede sette: welcome, carrello abbandonato, checkout abbandonato, browse abandonment, post-purchase, winback, back-in-stock. A parità di traffico e lista, uno store con questi sette attivi performa tra il 2x e il 3x di uno store che ne ha solo 2–3. Aggiungerne altri (replenishment, shipping nudge, VIP) ha senso in fase successiva, una volta che i primi sette sono ben tarati.
Qual è il flusso Klaviyo che porta più revenue?
In termini di RPR (revenue-per-recipient), il flusso con il numero più alto è il checkout abbandonato — €15–€30 di media su un DTC italiano. Ma in termini di revenue totale generato, vince il welcome: il volume di iscritti che lo attraversa è molto più grande. Un welcome ben fatto tipicamente genera il 20–30% del revenue totale dei flussi, il carrello e il checkout insieme un altro 30–40%.
Posso spedire un flusso Klaviyo e una campagna lo stesso giorno?
Sì, se il destinatario del flusso è escluso dalla campagna quel giorno (va gestito con un filtro "active in flow X last 24h"). Evitare la sovrapposizione è importante per due motivi: non bruci relazione col cliente e non confondi l'attribuzione del revenue. Un iscritto che riceve welcome + promo nello stesso giorno e compra, Klaviyo lo attribuisce al primo messaggio che clicca — non sempre al più sensato.
Quando un flusso "funziona male"?
Se dopo 30 giorni di traffico significativo (almeno 500 trigger del flusso) l'RPR è sotto il 50% del benchmark per quel flusso, c'è un problema. Le cause più comuni, in ordine: incentivo troppo debole o mancante, copy generico (sembra una template), timing sbagliato (primo messaggio arriva ore o giorni dopo), deliverability compromessa (inbox placement <85%). Il check-up da 30 minuti che facciamo su flussi non-performanti si concentra su queste quattro aree.
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Articolo aggiornato ad aprile 2026 dal team di Subjectlime — Klaviyo Master Agency + Shopify Partner.